Fecondazione Assistita (FIVET)

Normalmente una donna produce un ovulo ogni mese. L’ovulo viaggia dall’ovaio verso la tuba di Falloppio (ovulazione) dove può essere fecondato dagli spermatozoi e produrre quindi un embrione, il quale migrerà attraverso la tuba fino a scendere nell’utero e dove tenterà di impiantarsi. Se succede tutto ciò, si potrà diagnosticare una gravidanza nel momento stesso di assenza della successiva mestruazione. Per la fecondazione in vitro, è necessario che le ovaie producano piú follicoli allo stesso tempo, in modo da aumentare l’ efficacia e la percentuale di successo delle tecniche di laboratorio applicate. A questo scopo, applichiamo un trattamento specifico e personalizzato per ogni singola paziente in base a quella che definiamo “riserva ovarica”, ovvero la capacitá intrinseca dell’ovaio di produrre ovociti in risposta alla stimolazione ormonale.

Nella maggior parte dei casi, se non ci sono controindicazioni, iniziamo con una pillola anticoncezionale (piú raramente altri farmaci iniettati per via sottocutanea) al fine di indurre una leggera soppressione delle ovaie. Alla sospensione della pillola verrà una mestruazione e comproveremo mediante ecografia e dosaggio dell’estradiolo plasmatico che le ovaie siano a riposo. Tre giorni dopo la sospensione della pillola, inizieremo la stimolazione ovarica mediante iniezioni sottocutanee di farmaci che inducono nelle ovaie la crescita di multipli follicoli. Ciascun follicolo contiene un ovulo o ovocita. Lo sviluppo dei follicoli ovarici si valuterà mediante ecografíe seriate e dosaggi dell’estradiolo plasmatico. A seconda del grado di crescita e sviluppo follicolare, i controlli ecografici saranno all’inizio ogni 2-3 giorni e alla fine ogni giorno. Quando i follicoli raggiungono le dimensioni desiderate, si somministrerà alla paziente un farmaco che consente la maturazione degli ovuli dopo 36 ore, momento in cui eseguiremo l’ estrazione degli ovuli (“pick up”). Il pick up si esegue in sala operatoria per via transvaginale e sotto controllo ecografico. E’ indolore perché viene eseguita con una leggera sedazione e dura circa 15 minuti. Durante l’aspirazione, il marito procederà alla produzione del campione di seme nella stanza della clínica riservata alla coppia. Dopo il pick up la paziente dovrà restare a riposo per circa mezz’ora in clinica. Eseguito il pick-up, nel laboratorio gli ovuli estratti vengono messi in contatto con gli spermatozoi.

Questa procedura può essere realizzata in due modi:

1.FIV (fecondazione in vitro): consiste nel mettere a contatto lo sperma con gli ovociti.

2.ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo):mediante un metodo meccanico, l’embriologo seleziona e introduce uno spermatozoo con una micropipetta dentro l’ovulo maturo per fecondarlo.

 

La scelta del metodo avverrà secondo una serie di parametri diagnostici. Il giorno successivo a questo procedimento, l’embriologo osserverà se l’ ovocita e’ stato fecondato la coppia sarà informata sul numero di ovuli fecondati. Nei giorni successivi si valuterà e si informerà la coppia circa lo sviluppo degli embrioni ottenuti. Il numero e la morfología delle cellule, il ritmo di divisione e altri parametri determineranno la qualità embrionaria di ciascuno degli embrioni osservati.

Generalmente il terzo giorno post pick up è il momento di trasferire gli embrioni all’utero. In alcuni casi si consiglia il transfer allo stadio di blastocisi, 5 giorni dopo il pick up. Il numero di embrioni da trasferire sarà valutato insieme alla coppia tenendo conto di vari fattori come: il numero di embrioni prodotti, la qualità degli stessi, l’età della paziente, i cicli realizzati in precedenza. Il transfer viene effettuato senza sedazione e sarà guidato da ecografía addominale. Dopo 30 minuti circa di riposo la paziente potrà tornare a casa. Durante tutto il processo si può condurre uno stile di vita normale evitando esercizi pesanti e faticosi. I piccoli fastidi che dovessero manifestarsi dopo il pick up o il transfer possono essere curati con l’assunzione di analgesici abituali.

Se rimangono embrioni non trasferiti, e gli stessi sono di buona qualità, possono essere crioconservati (congelamento) ed essere eventualmente utilizzati dai pazienti in un ciclo successivo.

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